Note di psicologia...

in questo momento ci sono  lettori online  

domenica, agosto 29, 2004

Nostalgia?

Ciao a tutti! Finalmente ce l'ho fatta...dopo 5 mesi di interruzione ho ripreso a postare! Nonostante la mia voglia di comunicare, dialogare, conoscere, ecc., sia grande, in realtà sono anche molto ma molto pigra ed inoltre chi mi conosce sa anche che il mio rapporto con il pc (e con le nuove tecnologie in generale) è di odio-odio. A parte questo, mi stavo chiedendo (data la triste giornata qui a Torino-una classica prima giornata del post-vacanze!) come si potrebbe definire la "nostalgia": come si manifesta e per quali motivi diventate nostalgici?

psicologato da: criscortes | 19:25 | commenti (19)

lunedì, marzo 29, 2004

Anoressia sessuale 

Un vecchio slogan pubblicitario recitava: "Far bene l’amore fa bene all’amore" e non si trattava solo di una frase ad effetto perché il sesso è un’attività che si rinforza con la pratica.
Al contrario abbandonarlo significa aver sempre maggiori difficoltà a recuperare il desiderio. Quando il desiderio svanisce (per tutti i componenti dell’altro sesso, non solo verso il partner) ecco che si può parlare di "anoressia sessuale" (detta anche Disturbo da Desiderio Sessuale Ipoattivo), una mancanza di appetito sessuale. 
Secondo il professor Fausto Manara, psichiatra e sessuologo e professore associato all’università di Brescia, "e’ un disturbo persistente e ricorrente, l’individuo si sente asessuato, perde interesse, non cerca gratificazioni in questo senso e anche se stimolato, non è motivato a colgliere l’occasione di un rapporto sessuale; se queste persone fanno parte di una coppia stabile vengono meno anche i gesti di intimità col partner. Nella relazione quindi mancano baci, carezze, affettuosità, contatto fisico, tutti fattori necessari all’intimità, il che è forse ancor più grave che la mancanza di desiderio che può colpire chiunque in certe fasi della vita».
Infatti bisogna distinguere i casi in cui il desiderio può calare per motivi contingenti come il superlavoro, lo stress, la stanchezza dopo la nascita di un figlio, eventi drammatici o luttuosi. «Il recupero della dimensione intima diventa molto difficile, e la mancanza completa di intimità rivela un profondo difetto di comunicazione nella coppia. L’inibizione del desiderio è un fenomeno meno esclusivamente femminile di quanto si pensi. Al contrario sono proprio gli uomini ormai a sottrarsi, fisicamente ma anche psicologicamente, per le richieste contraddittorie delle partner che vogliono un uomo dolce e remissivo di giorno e aggressivo e dominante tra le lenzuola».
Una molteplicità di ruoli difficili da sostenere, insieme al "logorio della vita moderna" tanto per citare un altro famoso modo di dire.
Manara insiste sull’aspetto dell’intimità: «Se manca il contatto fisico anche non finalizzato», continua, «significa che si è perso l’aspetto emozionale del rapporto. Bisogna poi vedere se il partner dell’anoressico sessuale vive con risentimento la situazione, vorrebbe rapporti ma l’altro è indisponibile».
Le cause? La più frequente è la depressione in cui tutti i desideri sono azzerati e quindi la guarigione della malattia fa riemergere la libido.
Ma più in generale il desiderio scompare quando la coppia è "malata" e in questo senso può curare solo una terapia psicologica che comprenda entrambi.










psicologato da: criscortes | 22:05 | commenti (20)

lunedì, marzo 08, 2004

...Torno subito !

Purtroppo ho passato un piccolo periodo di "letargo"...dovuto piu` che altro a problemi tecnici sul pc. Si, e` vero...lo ammetto...noi psicologi di solito non siamo proprio dei grandi esperti nell'ambito informatico...ma mi sto "attrezzando"...nel frattempo ringrazio colui che e' riuscito nella mission impossible ed ha ridato vita al mio pc! Thanks!!!!

psicologato da: criscortes | 22:09 | commenti (7)

lunedì, gennaio 19, 2004

Dolce dormire

Il nostro corpo "parla" anche quando dormiamo rivelando senza censure alcuni lati del carattere. Ad affermarlo è uno scienziato britannico che sostiene di poter determinare i tratti più salienti della personalità di una persona dal modo in cui si abbandona nelle braccia di Morfeo. Lo studio, pubblicato dal "The Daily Telegraph" e condotto dal professor Chris Idzikowski, individua sei posizioni chiave. Dalla ricerca è anche emerso che si tende ad adottare sempre la stessa posizione nel sonno e solo il 5% delle persone sperimenta ogni notte posizioni diverse.
LA POSIZIONE FETALE
La posizione più diffusa è quella fetale. Il 41% delle persone infatti si addormenta rannicchiato su un fianco e a scegliere questa posizione sono soprattutto le donne, il 51% delle quali non riuscirebbe a chiudere occhio se dovesse adottare una posizione diversa. Ad assumerla di norma sono persone che nonostante le apparenze, sono molto sensibili e timide.
LA STELLA MARINA
Chi dorme "a stella marina", ovvero sul dorso con braccia e gambe spalancate, tende ad essere una persona che sa ascoltare, ha facilità a fare amicizia e non ama essere al centro dell'attenzione.
LA CADUTA LIBERA
La posizione "a caduta libera", propria di chi giace sulla pancia dando le spalle al mondo, è la meno frequente delle sei considerate. Solo il 6,5% la indica come quella preferita. Chi l'adotta ha spesso un atteggiamento spavaldo e socievole, ma in realtà nasconde una personalità nervosa e di solito ha difficoltà ad accettare osservazioni critiche dirette alla propria persona.
IL SOLDATO
Il "soldato", che come "la stella marina" dorme sul dorso ma con le braccia lungo il corpo e le gambe dritte, è di norma una persona silenziosa e riservata che esige molto da sè..
IL TRONCO
Il "tronco", che dorme su un lato con gli arti a piombo, è spesso un individuo socievole, rilassato anche se talvolta può essere considerato un po’ credulone.
IL BRAMOSO
Infine, il "bramoso", il quale ha una posizione simile a quella del "tronco", ma è un po’ curvo con le braccia allungate in avanti, è di norma un soggetto ambiguo, cinico e con un approccio molto razionale alla vita.
Delle sei posizioni, quella "a caduta libera", nonostante nasconda personalità difficili, è quella che facilita maggiormente la digestione, mentre "le stelle marine" e i "soldati" hanno maggiori probabilità di avere sonni difficoltosi e di russare. La stragrande maggioranza della gente infine ama addormentarsi lasciando una gamba o un braccio fuori dalle lenzuola.

Come al solito queste ricerche sono sempre da prendere un po’ con "le pinze"…pero’ in qualche caso possono fornire qualche indicazione sul nostro carattere. Vabbeh….giochiamo un po’…in fondo la domanda dovevate aspettarvela: qual’e` la vostra posizione preferita?















psicologato da: criscortes | 20:21 | commenti (21)

martedì, dicembre 30, 2003

Buon Anno...

La festa di Capodanno rappresenta il punto simbolico di rigenerazione emozionale più efficace di ogni altra festività annuale. Capodanno mette in relazione le nostre forze interiori con quelle che si manifesteranno nel nuovo anno, si stabilisce un ponte emozionale tra passato e futuro.
E' di estrema importanza scegliere il luogo, l'ambiente e le persone, perché tutto ciò può aiutarci a creare un condizionamento voluto, ma positivo, per attivare un'enorme quantità di energia emozionale propulsiva per il nuovo anno da affrontare.
La frase da ripetere mentalmente durante la serata di festività è: «Con la forza di volontà mi libero dalle negatività del passato e apro il mio cuore ed esprimo parlando e cantando la gioia della vita».

a cura del dottor Angelo Musso, psicologo, psicoterapeuta e bionaturopata

(19 dicembre 2003- La stampa)








psicologato da: criscortes | 11:03 | commenti (14)

lunedì, dicembre 22, 2003

Buon Natale!

A chi ama dormire ma si sveglia sempre di buon umore. A chi saluta ancora con un bacio. A chi lavora molto e si diverte di più. A chi va in fretta in auto, ma non suona ai semafori. A chi arriva in ritardo ma non cerca scuse. A chi spegne la televisione per fare due chiacchiere. A chi è felice il doppio quando fa a metà. A chi si alza presto per aiutare un amico. A chi ha l'entusiasmo di un bambino ma pensieri da uomo. A chi vede nero solo quando è buio. A chi non aspetta Natale per essere più buono.

A tutti gli "amici di blog" auguro un Buon Natale!

psicologato da: criscortes | 19:27 | commenti (6)

mercoledì, dicembre 10, 2003

Il regalo giusto in una formula


La cosa funziona in questo modo. Si individuano cinque fattori: il tempo che si dedica all'acquisto, il legame che c'è tra voi e la persona cui il regalo è destinato, il rapporto tra l'oggetto che deve essere regalato e gli interessi della persona, il valore economico del regalo e, infine, il "boomerang factor", il rischio cioè che il regalo possa essere riciclato. Ad ognuno di questi fattori si assegna un punteggio che può variare tra 0 e 5 o tra 0 e 1 a seconda dei casi. Se la somma finale è superiore o uguale a 12 allora il vostro regalo sarà perfetto! Altrimenti dovrete rinunciare e uscire di nuovo a far compere. Questa e` la formula suggerita dalle banche inglesi per trovare il regalo giusto! (da
www.psicologiaoggi.it)

Naturalmente è un po’ eccessivo… C’è anche chi si schiera dalla parte opposta e afferma che il Natale "… è solo uno scambio di doni… che si riduce tutto alla mitica corsa al regalo …", quante volte abbiamo sentito queste frasi? E se scegliessimo solo pochi regali, magari solo per quelle tre…quattro persone a cui teniamo in particolar modo?.. Magari potremmo anche spiegare a queste persone perché teniamo alla loro felicità con un biglietto…che non sia però un semplice biglietto d’auguri… e neanche un sms!


psicologato da: criscortes | 14:34 | commenti (3)

giovedì, novembre 06, 2003

!!!

Che cosa ne pensate dei questionari e test psicologici da autosomministrarsi? Vi chiedo questo perche` in questo periodo vagando su internet ne sto trovando molti (in particolare su depressione, ansia e fobie) e sinceramente un po' mi spaventano... Credo sia molto difficile sia per chi soffre di questi disturbi sia per chi non ne soffre (ma magari lo teme) riuscire ad essere totalmente obiettivi riguardo a certi comportamenti o "pensieri" su di se`. Io sono molto scettica...ma soprattutto puo` essere anche un po' rischioso.

psicologato da: criscortes | 18:25 | commenti (23)

martedì, ottobre 14, 2003

Chiedi, chiedi, chiedi!

Quanto è importante riuscire a realizzare i nostri sogni, i nostri obiettivi? Sono convinta che per quanto sia difficile e a volte forse quasi impossibile forse vale la pena di provarci lo stesso... Ho trovato questo racconto scritto da J. Canfield e M. V. Hansen, tratto da una storia vera… leggetelo, può dare parecchi spunti!

 

Alla più grande venditrice del mondo oggi non importa se la chiamate ragazza. Questo perché Markita Andrews ha realizzato ottanta mila dollari vendendo biscotti delle Girl Scout fin da quando aveva sette anni. Andando di porta in porta dopo la scuola, la timidissima Markita si trasformò in una macchina per vendere biscotti quando scopri, all’età di tredici anni, il segreto della vendita.

Tutto comincia con il desiderio. Un desiderio ardente, incandescente.

Per Markita e sua madre, la quale lavorava come cameriera a New York da quando il marito le aveva lasciate quando Markita aveva otto anni, il sogno era viaggiare per il mondo. "Lavorerò sodo per fare abbastanza soldi da mandarti all’università" disse un giorno la madre. "Tu andrai all’università e quando ti sarai laureata farai abbastanza soldi per fare il giro del mondo, tu e io, va bene?".

Cosi quando all’età di tredici anni Markita lesse nella sua rivista delle Girl Scout che la giovane esploratrice che avesse venduto il maggior numero di biscotti avrebbe vinto un viaggio tutto pagato per due persone attorno al modo, decise di vendere tutti i biscotti che avesse potuto, più di ogni Girl Scout al mondo, in tutti i tempi.

Ma il desiderio da solo non basta. Per realizzare il suo sogno, Markita sapeva di aver bisogno di un piano d’azione.

"Indossa sempre l’abito giusto, il vestito professionale", consiglio sua zia. "Quando stai facendo affari, vesti come se stessi facendo affari. Indossa la tua uniforme di Girl Scout. Quando vai a trovare la gente a casa alle quattro e mezzo o alle sei e mezzo e specialmente il venerdì sera, chiedi una grossa ordinazione. Sorridi sempre, che comprino o no, sii sempre gentile. E non chiedere loro di comprare i tuoi biscotti; chiedi di fare un investimento".

Moltissime altre scout avranno desiderato quel viaggio attorno al mondo. Moltissime altre scout avranno avuto un piano d’azione. Ma solo Markita usci in uniforme ogni giorno dopo la scuola, pronta a chiedere (e continuare a chiedere) alla gente di fare un investimento nel suo sogno.

"Salve. Io ho un sogno. Mi sto guadagnando un giro nel mondo per me e mia mamma vendendo biscotti delle Girl Scout," diceva sulla porta. "Vorrebbe investire in una dozzina o due dozzine di scatole di biscotti?"

Markita vendette quell’anno 3526 scatole di biscotti delle Girl Scout e vinse il suo giro del mondo. Da allora ha venduto più di quarantadue mila scatole di biscotti delle Girl Scout, ha parlato in convegni sulle tecniche di vendita in tutti gli Stati Uniti, e` stata protagonista di un film della Walt Disney sulla sua avventura ed e` stata coautrice di un vendutissimo volume intitolato "Come vendere più biscotti, condomini, Cadillac, computer…e qualunque cosa".

Markita no e` più intelligente ne` più estroversa di migliaia di altre persone, giovani e vecchie, con un sogno da realizzare. La differenza e` che Markita ha scoperto il segreto della vendita: chiedi, chiedi, chiedi! Molte persone falliscono prima ancora di cominciare perché non chiedono quello che vogliono. Il timore del rifiuto induce molti di noi a rifiutare noi stessi e i nostri sogni molto prima che possano farlo gli altri, qualunque cosa noi vendiamo.

E tutti noi vendiamo qualcosa. "Ci si vende ogni giorno: a scuola, al capoufficio, alle persone nuove che si conoscono", diceva Markita a quattordici anni. "Mia madre fa la cameriera: vende il piatto del giorno. Sindaci e presidenti che cercano voti si vendono…Uno dei miei insegnanti preferiti era la signora Chapin. Sapeva rendere interessante la geografia, e questo vuol dire vendere… Io vedo la vendita dovunque io guardi. Vendere fa parte del mondo intero".

Ci vuole coraggio per chiedere quello che si vuole. Il coraggio non e` l’assenza di paura. E` fare quello che e` necessario malgrado la paura. E poi, come ha scoperto Markita, più si chiede, più diventa facile (e divertente).

Una volta, in diretta tv, il produttore decise di lanciare a Markita la più dura sfida di vendita. A Markita fu chiesto di vendere biscotti delle Girl Scout a un altro ospite della trasmissione.

"Vorrebbe investire in una dozzina o due dozzine di scatole di biscotti delle Girl Scout?" disse.

"Biscotti delle Girl Scout? Io non compro biscotti delle Girl Scout" rispose. "Io faccio l’agente di custodia in un penitenziario federale. Mando a dormire ogni sera duemila stupratori, rapinatori, criminali, autori di aggressioni e di violenze sui bambini".

Imperterrita, Markita ribatte` tranquillamente: "Signore, se prende questi biscotti, forse non sarà più cosi` cattivo e arrabbiato e feroce. E poi, signore, penso che sia una buona idea portare un po’ di biscotti anche a ciascuno dei suoi duemila detenuti".

Markita chiese.

L’agente di custodia stacco` un assegno.

psicologato da: criscortes | 10:39 | commenti (9)

lunedì, ottobre 13, 2003

Sofferenza

Si ha paura del dolore. Il dolore fisico è una reazione nervosa, mentre la sofferenza psicologica insorge quando ci aggrappiamo alle cose che ci danno soddisfazione, perché abbiamo paura di chiunque o di qualunque cosa possa portarcele via. Abbiamo di solito tutta una serie di convinzioni e credenze che finchè non vengono "turbate" ci difendono dalle nostre paure, chi vi conosce le scambia spesso per insicurezze, ma non sempre è cosi. La nostra libertà si scontra o si incontra con quella altrui per cui in ogni tipo di relazione bisogna mettere in conto una certa dose di dispiacere. Stiamo attenti, la sofferenza (piccola o grande che sia) è sempre dietro l’angolo… se ne siamo consapevoli forse riusciamo a difenderci meglio…

psicologato da: criscortes | 16:30 | commenti